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Amiche inseparabili

AMICHE INSEPARBILI TUTTO FUOCO



Marcella e Daniela sono amiche inseparabili.Sono abituate a dividere tra loro ogni cosa e con il tempo hanno assunto gli stessi modi di parlare e di comportarsi. Dividono un unico appartamento, gli stessi vestiti, i medesimi ragazzi ed anche le sculacciate che si somministrarono vicendevolmente. Oggi, per esempio, Marcella è tornata a casa dall'ufficio con un pacco di riviste americane nuove di zecca: naturalmente sul genere spanking.

“Vieni”, ha detto Marcella a Daniela con un sorriso malizioso e gli occhi che le luccicavano per l’eccitazione, “vieni a vedere cosa ti ho portato”!

Si sono sedute l'una accanto all'altra sul divano di pelle del salotto, indossando la loro abituale tenuta casalinga: dei «due pezzi", composto da una lunga sottogonna con l'orlo di pizzo e un corpino senza maniche molto corto, che lascia liberi i fianchi, il ventre e la parte inferiore della schiena. Sono entrambe a piedi nudi, deliziosamente affondati nella soffice moquette del salotto.

Marcella apre il suo pacco con aria di sussiego e n’estrae la prima rivista. La sfogliano assieme, toccandosi vicendevolmente con le gambe, coi fianchi, con le braccia e sentendo crescere rapidamente la loro eccitazione.

“Oh, guarda qui”! Esclama Daniela all'improvviso, sgranando i grandi occhi e deglutendo un paio di volte. Si direbbe che facciano proprio. “Guarda, com’è arrossato il sedere della ragazza bionda...”.

“Hai ragione, tesoro... si vedono in rilievo le impronte delle dita e del palmo dell'altra donna... Quasi, quasi...”.

“Quasi…, che cosa?”

“... quasi, avrei voglia di lasciare anch'io le stesse impronte sul tuo bel culetto!”

“Oh, Marcella, come sei cattiva! Lo sai che sono così sensibile… su quella parte...”.

“Ehm... proprio da quella parte… non direi, è la tua 'micetta', che se mai si riscalda subito non appena sente un po' di calore sul di dietro ed incomincia a piangere a dirotto...”.

“Oh, se è per questo anche la tua non scherza mica! L'ultima volta che ti ho sculacciata, tenendoti sulle mie ginocchia, mi hai letteralmente allagata...”.

“È vero, tesoro. Lo sai cosa siamo noi due? Siamo due piccole monelle viziose, ecco quello che siamo! E sai cosa ci farebbero i nostri tutori se ci vedessero ora, nel leggere queste riviste e parlare spudoratamente di queste cose?”

“Oh, cara, non farmici pensare…, basta l'idea a farmi sciogliere tutta.

“Scommetto che le tue mutandine sono già tutte bagnate!”

“E le tue, allora? Si sente da qui il profumo...”.

“Sei una bugiarda, Daniela: una piccola, insolente bugiarda! Vieni subito qui a farti sculacciare!”

“No, Marcella, no... non voglio... ho detto di no... sei cattiva... crudele... no... no... no!”

Ma già, Marcella, con piglio deciso, ha attirato Daniela di traverso sulle proprie ginocchia, con i piedi nudi a contatto col pavimento, il corpo semi flesso ed il viso affondato nei cuscini del divano. Subito, Daniela si mette a scalciare, a squittire ed a dimenare, su e giù, il culetto, mentre la mano aperta dell’amica comincia la propria opera correttiva attraverso la gonna.

L'altro braccio, intanto, cinge il busto di Daniela all'altezza del seno, arricciando nervosamente il corpino ed impadronendosi, poco a poco, della morbida e piena rotondità della mammella. Tutto il corpo di Daniela ha un violento soprassalto, inarcandosi sul grembo della punitrice, mentre i capezzoli le si inturgidiscono palesemente. Senza fretta, il braccio sinistro di Marcella scivola dal seno verso il basso, stringendosi attorno ai fianchi che si offrono nudi, fra gonna e corpino. La mano destra smette per qualche istante di sculacciare, attaccandosi alla lunga ed ampia sottana, sollevandola progressivamente al di sopra delle reni. Le mutandine sono, da sempre, l'unico elemento di differenziazione tra le due amiche. Mentre Marcella le predilige bianche ed avvolgenti, tipo ragazzina innocente, Daniela preferisce gli slippini maliziosamente colorati e super ridotti. Per l'occasione ha indossato un paio di mutandine nere di pizzo, notevolmente sexy, come Marcella non manca subito di rilevare:

“Ci risiamo, vero? Quante volte devo dirti che queste non sono mutandine adatte ad una signorina per bene? Quante volte, dimmi, quante volte...?”

Gli sculaccioni risuonano allegramente sul culetto seminudo, che sobbalza ritmicamente sul grembo di Marcella.

“Smettila”, geme Daniela sollevandosi sulle mani e dibattendosi sulle cosce dell’amica che, invece, riprende la sculacciata sulle natiche nude. Con un energico strattone, Daniela riesce a divincolarsi.

“Mi fai in piedi, ma soltanto per un istante...”.

Marcella le è addosso e la costringe in ginocchio sul divano, con la sottoveste ampiamente rimboccata e le mutandine calate alle ginocchia:

“No, no... così no, fa troppo male...”.

Mugola Daniela con il volto semi soffocato dai cuscini, mentre la mano di Marcella s’abbatte bruciante sulle sue deliziose e morbide rotondità, completamente esposte.

In questa posizione, con le natiche tese e dischiuse, Daniela mette in mostra tutte le sue grazie più nascoste. Dalle labbra semiaperte della sua piccola fica, continuamente stimolata dalle dita di Marcella, cola abbondante il dolce miele di un orgasmo ormai prossimo. Marcella, allora, afferrandola per le anche, la rovescia sulla schiena. In quella posizione umiliante, sul divano, tenendola per le caviglie e con le gambe alzate, le sculaccia furiosamente cosce, natiche e sesso, fino a farle raggiungere il più sofferto e voluttuoso degli orgasmi.

Poco dopo, le due amiche sono di nuovo fianco a fianco, più irrequiete che mai. Senza le mutandine, Daniela avverte sotto la gonna il calore delle sue natiche arrossate a contatto col divano. Marcella, dal canto suo, ha preso tra le mani un'altra rivista e la sta sfogliando con dita nervose, massaggiandosi il palmo infuocato della mano, contro il ginocchio e mordicchiandosi le labbra umide di saliva. Nessuna delle due osa parlare, pur essendo entrambe consapevoli di quanto è accaduto e di quanto sta per accadere.

All'improvviso, Daniela cinge i fianchi di Marcella e l'attira con dolce fermezza sul proprio grembo, nella stessa posizione che anche lei ha dovuto assumere poc'anzi. Marcella si lascia guidare senza reagire, alzandosi sulla punta dei piedi nudi ed appoggiandosi sui gomiti, in modo da sporgere bene in fuori il proprio culetto.

Con gesti nervosi e pieni di impazienza, Daniela rimbocca sulla schiena la lunga ed ampia sottogonna di Marcella ed inizia a sculacciarla sulle soffici mutandine di cotone bianco.

“Sentirai come te lo farò bruciare questo bel culetto!”, esclama Daniela con voce eccitata, mentre la sua mano aperta rimbalza elastica sulle morbide e sode rotondità esposte sul suo grembo.

Sulle prime, Marcella cerca di contenere i suoi impulsi, incrociando tra loro le caviglie e mordendo il cuscino. Poi, il bruciore diviene troppo forte; non riesce a resistere ancora in silenzio: così, Marcella si drizza sui gomiti, volge la testa all'indietro ed urla a pieni polmoni la sua dolce sofferenza. I muscoli delle sue gambe si tendono e si rilasciano senza posa, mentre il culo seminudo vibra e sussulta sulle cosce e sul grembo della severa castigatrice.

Senza smettere un solo istante di sculacciare, Daniela fa scivolare la mano sinistra lungo la schiena di Marcella, fino ad incontrare l'elastico teso delle mutandine. Basta una lieve pressione tra il pollice e l’indice, per arrotolare la parte superiore dell'indumento sotto la piega divisoria, fra natiche e cosce: il minimo indispensabile per denudare il culetto e non privare la fica surriscaldata del morbido ed interessante contatto con il “cavallo” delle mutandine già bagnate fradice e profondamente insinuate tra le labbra socchiuse.

Sulle chiappe nude di Marcella, la mano severa ed egualmente nuda di Daniela echeggia con vibranti tonalità musicali, che esaltano i sensi di ambedue le ragazze.

“Daniela, oh… oh… sto per venire... sono tutta bagnata... ahi, come brucia... oh, mi fai godere... no... no... no... oh... ah... sì…!”

Marcella è completamente partita ed il suo torrente impetuoso inonda il grembo di Daniela, la quale, a sua volta, si lascia avvolgere da un nuovo orgasmo, molto più calmo e silenzioso, ma non per questo meno intenso ed appagante.

Poco dopo, le due amiche escono insieme dal bagno, tenendosi dolcemente per mano. Indossano ancora il corpino bianco, arrotolato intorno ai seni turgidi, ma hanno lasciato, nella cesta della biancheria sporca, le rispettive mutandine. I loro culetti nudi sono caldi ed arrossati, mentre i riccioli neri del pube appaiono umidi e luccicanti.

Una delle riviste giace ancora aperta sul divano, e questo basta a rimettere in agitazione le due inesauribili amiche.

“Ho voglia di sculacciarti ancora”, sussurra Marcella all'orecchio di Daniela.

“No, tesoro, sono io che voglio sculacciarti” è la risposta ammiccante.

Segue un vivace tira e molla, durante il quale ambedue cercano, senza riuscirci, di attirare l'altra sul divano o sulle proprie ginocchia. Alla fine, stanche ed eccitate per la scaramuccia, s’incrociano l'una con l'altra, stringendosi forte per la mano, ed incominciano a girare in tondo, a piedi nudi sulla moquette, sculacciandosi vicendevolmente sulle natiche denudate. Gli schiocchi sonori e brucianti delle rispettive manate, s’alternano e si sovrappongono, gli uni agli altri, mescolandosi con grida e risate, lamenti e squittii, contorcimenti e scalpiti. Il ritmo del girotondo diviene sempre più vorticoso, mentre le palme nude delle mani sfogano la loro gioia di sculacciare. Le natiche fiammeggianti, appaiono come altrettanti palloncini rossi in procinto di scoppiare, mentre nuove ondate di sofferto piacere sgorgano a fiotti impetuosi dalle rispettive fichette tumide.

“Marcella, tesoro, ho voglia di te”, sussurra Marcella accarezzandosi con languore in mezzo alle gambe.

“Vieni, andiamo a letto!” mormora Daniela attirando l’amica ed applicandole un ultimo sonoro sculaccione sul sederino color porpora.

Tenendosi allacciate in vita e massaggiandosi reciprocamente le natiche infuocate con dolci ed avvolgenti carezze, le amiche tutto fuoco lasciano il soggiorno per la camera da letto.

“Siamo spiacenti” dicono con un sorriso, rivolte a Paul, ma qui proprio non puoi entrare. Anche noi abbiamo diritto alla nostra privacy, ti pare?

E la porta si chiude dietro di loro.