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Eileen

 

 

La prima volta

 

di Eileen e Paul Stoves

 

Ho conosciuto Eileen in palestra, lo scorso anno.

 

Pedalavamo, a fianco a fianco, su quelle macchine infernali, una sorta d’incrocio fra una cyclette e lo spinning, quando i nostri sguardi si sono incrociati, ripetutamente. Abbiamo scambiato i soliti convenevoli poi, qualche battuta sull’alimentazione, le diete, le calorie. Ci siamo rivisti il giorno seguente. Quella che pensavo fosse una normale conoscenza legata all’ambiente sportivo era destinata a divenire, prima una forte passione e, in seguito, una sincera, profonda, insostituibile e reciproca amicizia.

 

Ci siamo frequentati, appassionati, infatuati una dell’altro e viceversa, amati. Poi una forzata separazione indipendente dalla nostra volontà. Chi pensava o voleva che questo “buio” sopisse i nostri sentimenti ha sbagliato grandemente.

 

Forse, si è calmata la passione, probabilmente ora riusciamo a vedere la nostra storia “non storia” sotto un’altra luce ed altri aspetti… ma una cosa è certa: la nostra amicizia si è talmente rafforzata ed il legame è così intenso che ora non temiamo più nulla.

 

Durante questi mesi, ho cercato di illustrare ed istruire Eileen sul nostro mondo, quello dell’S/m, per intenderci, con un particolare riguardo, of course, alla mia specialità, lo spanking.

 

Eileen ha subito dimostrato un particolare interesse per tutto ciò che è bizzarro e le nostre menti sono entrate immediatamente in sintonia, particolarmente su alcune argomentazioni concernenti questo strano e complesso erotismo quotidiano.

 

La curiosità è femmina ed Eileen, oltre ad essere una ragazza - una bella ragazza, è anche molto giovane - ha, infatti, solo ventuno anni. Questi due fattori l’hanno spinta, con buona probabilità, a voler provare l’esperienza della sculacciata che più di una volta mi ha sollecitato.

 

Richieste, queste, esplicite e precise: a volte, solo verbali, ma in moltissime occasioni, dettate da comportamenti assurdi ed infantili adottati dall’inconscio nella speranza di ottenere il castigo bramato, la giusta punizione tanto anelata e mai ricevuta.

 

Ho indugiato a lungo, ho pensato molto e meditato parecchio: insomma, mi sono masturbato mentalmente, cercando di capire se era il momento opportuno, o meno, per impartire ad Eileen la sua prima sculacciata. Non volevo che ne rimanesse turbata e, soprattutto, dovevo capire esattamente se era davvero ciò che ella voleva.

 

Finalmente, svanito e fugato ogni dubbio, cadute le barriere che sino a quel momento avevano frenato i miei istinti primordiali, risolte le maggiori problematiche che gravavano su di noi impedendoci (forse dovrei dire impedendomi) di goderci un sereno e costruttivo rapporto amichevole, giunse inaspettato ed improvviso il momento della “verità”, il battesimo di fuoco o, per meglio dire, il battesimo del culo.

 

 

Quello di Eileen.

 

 

Per essere una ragazza non iniziata sembra molto strano che riesca a trasmettere, giovane e carina com’è, il brivido piacevole della sottomessa.

 

· Mi avevi annunciato che ti piacerebbe sculacciare una donna… con me non lo hai mai fatto… mi piacerebbe che tu cominciassi…

 

· Potrei farti male…

 

· Non è necessario essere violenti e poi, tu sei un’autorità in materia… se ho paura di te cosa dovrei pensare degli altri? Già una volta ti ho confidato che tu e solo tu mi sculaccerai… non lo permetterò a nessun altro…, ricordo quando hai sculacciato Manuela, al Nautilus, con la sua spazzola per capelli… forse, quella sera mi avrebbe dato fastidio, ma adesso vorrei davvero provare…

 

Eileen finge di avere paura quando mi avvicino al suo letto. Si rifugia sul suo letto, nella deliziosa camera dai colori che vanno dal celeste più chiaro al blu più intenso…

 

Indossa solo un paio di pantaloncini di cotone grigio ed una maglietta bianca che lascia intravedere, al di sotto della stessa, un paio di tette sode e tonde, una quarta, come lei stessa ama sottolineare…

 

Mi avvicino e con cipiglio cupo la minaccio.

 

Le ingiungo di spogliarsi, di togliere i pantaloni, di abbassarli per essere punita.

 

Lei, rifiuta.

 

Il gioco ha inizio.

 

Insisto e le sfilo i pantaloncini corti, lasciandola con indosso le sole mutandine… e che mutandine. Un paio di slip sportivi, da uomo, che ne evidenziano ed accentuano le floride forme celliniane. Il culo, superbo ed arcuato, freme e palpita sotto il sottile cotone elasticizzato, di colore nero.

 

Gioco con quest’ultimo baluardo di difesa, questo impalpabile indumento che tendo ed allento secondo il momento, facendo apparire o celando le natiche sottostanti di un biancore eburneo e diafano, globi gemelli di una perfezione unica, mappamondi presto in fiamme.

 

Eileen, finge di vergognarsi ed alza le mani per farsene scudo ed apre la bocca ma senza proferire parola.

 

Mi accontento di scaldarla brevemente.

 

Con la mano le sculaccio delicatamente le natiche scendendo in mezzo ai glutei sino a raggiungere la parte più intima e nascosta. Di tanto in tanto, le amministro una sculacciata, senza farle troppo male. In un alternarsi di sensazioni piacevoli e dolorose, ma sopportabili, Eileen si contrae, muove il culo in modo tale da eccitarmi all’inverosimile.

 

La mia migliore amica, a pancia in giù sulle mie ginocchia, ondeggia sotto la carezza bruciante e piacevole della mia mano destra e sul suo viso si diffonde una luce che le ho visto solo in rari momenti.

 

In un attimo di pausa mi sussurra:

 

· Ancora, ti prego, poi lo faccio a te, sentirai com’è bello.

 

“Eileen! Caspita, ma cosa dici”, penso fra me, “sono Paul, Paul Stoves, il maestro della sculacciata… ed in trent’anni di onorata carriera non ho ancora trovato la persona giusta cui affidare le mie terga… no, non ho alcun pregiudizio, anzi è un’esperienza che si rende quanto mai necessaria ma…”.

 

Vedremo…, certo che tu…, forse…, potresti essere davvero la ragazza giusta.

 

Il nostro è un gioco: no, non uno di quelli violenti anzi, il contrario. Praticatelo anche voi, provate.

 

Mai, completamente nudi, anzi, qualche indumento stimola maggiormente in quanto non consente di vedere “tutto” subito…, certo, occorre poi avere una mano preparata e sapere ben dosare, regolare e calibrare i colpi inferti con la mano.

 

Per non parlare di quelli amministrati con altri strumenti!